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Abbattuto il grande cedro del Libano di via Monte Altissimo!

Avevamo chiesto informazioni ed eravamo stati rassicurati che non c’era nessuna richiesta di permesso per l’abbattimento…

Due anni fa avevamo denunciato l’aggressione al patrimonio urbanistico di Monte Sacro: in via Monte Altissimo un villino storico – sia pure negli anni inglobato in un edificio di minor pregio – stava per essere abbattuto e sostituito da un grande palazzo in stile moderno, completamente disarmonico rispetto al profilo architettonico circostante.

Avevamo pubblicamente sollecitato chiarimenti al Comune e al III Municipio, senza ricevere risposta.

Avevamo allora effettuato l’accesso alla documentazione amministrativa, e dalla sua analisi erano emersi seri dubbi sulla completezza dell’istruttoria che aveva portato al rilascio delle autorizzazioni. Purtroppo, anche per motivi di tempo, non era stato possibile ottenere il necessario coinvolgimento della cittadinanza in ulteriori iniziative.

Cosicché il villino storico è stato abbattuto ed è iniziata la costruzione del nuovo edificio.

Oggi siamo però di fronte a uno sviluppo allarmante, un’altra aggressione al patrimonio storico – oltre che ambientale – del quartiere: l’abbattimento del maestoso e pregiatissimo esemplare di cedro del Libano che sorgeva nel giardino del vecchio villino, adornando tutta la strada.
Come è stato possibile?

Il maestoso cedro di ieri… e il ceppo di oggi

Nei mesi scorsi alcuni residenti della via avevano già avanzato qualche timore, perché i muri perimetrali del nuovo edificio stavano sorgendo, più dei precedenti, in prossimità dell’albero.
Per cui ad aprile avevamo scritto all’Assessore municipale alle Politiche Ambientali, Matteo Zocchi, chiedendo di verificare se i costruttori avevano presentato al Dipartimento Tutela Ambientale di Roma Capitale richiesta di autorizzazione all’abbattimento; abbattimento che non può mai essere arbitrario, neanche in terreni privati, soprattutto per esemplari pregiati e di grande valore naturalistico e paesaggistico, come quel cedro.
Ebbene, ci era stato risposto che non risultava presentata alcuna richiesta di autorizzazione.

Avevamo chiesto altresì di essere informati su eventuali sviluppi, ricevendo rassicurazioni al riguardo.
E invece lunedì 1 settembre il cedro è stato abbattuto!

Ora: non vogliamo assolutamente credere che l’assessore Zocchi ci abbia trasmesso un’informazione non corretta; né che il Dipartimento Tutela Ambientale di Roma Capitale, da lui interpellato, possa a sua volta aver omesso di fornire le necessarie informazioni.
Non crediamo neanche che ci sia stata trascuratezza nell’informarci di ulteriori sviluppi, anche perché le pratiche di abbattimento normalmente non sono così veloci.

Allora, che cosa dobbiamo pensare?

A questo punto si rende necessario, da parte del Municipio, un intervento per ricostruire i fatti e appurare eventuali irregolarità.
Anche se il gravissimo danno è ormai irreparabile…

Chiediamo inoltre il blocco del cantiere, affinché i tecnici del Dipartimento Programmazione e Attuazione Urbanistica del Comune e quelli della Direzione tecnica del III Municipio possano verificare se i lavori stanno seguendo fedelmente gli schemi progettuali o se sono intervenute modifiche che hanno indotto ad abbattere l’albero.

Insomma – visti anche gli altri problemi che affliggono il quartiere – speriamo che non si stia affermando il principio per cui a Città Giardino ognuno fa come gli pare…


P.S. (aggiornamento 11-9):
L’assessore municipale alle Politiche Ambientali ci ha informati di aver “scritto con urgenza alla polizia locale, dopo aver fatto un’altra verifica col Dipartimento, per chiedergli di intervenire verso il privato dato che non risulta alcuna autorizzazione”.
Abbiamo ringraziato l’assessore per essersi attivato, aggiungendo che però sarebbe una grande ingiustizia se qualcuno avesse deliberatamente abbattuto l’albero mettendo in conto una semplice multa…
Confidiamo di essere aggiornati sugli sviluppi. Ma anche che gli uffici municipali e comunali vogliano accendere un faro sulla regolarità di quel cantiere. Valuteremo anche noi quali iniziative intraprendere.

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