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Il Ponte Nomentano

Il Ponte Nomentano è un ponte romano realizzato nel II secolo a. C.

Si presenta con un grande arco di scavalcamento del fiume Aniene di circa 15 metri, con frontoni in travertino e sott’archi in pietra gabina. I piloni erano in tufo, ma il ponte è stato oggetto nei secoli di numerosi rimaneggiamenti. L’arcata principale è affiancata su ciascun versante (quello “romano” e quello del Monte Sacro”) da due archetti di rampa.

Il ponte è reso estremamente riconoscibile – tanto da diventare elemento essenziale dell’iconografia di Monte Sacro prima della nascita di Città Giardino – da una struttura fortificata medievale, che deve l’aspetto attuale principalmente agli interventi di Papa Niccolò V, regnante dal 1447 al 1455 (a ricordare tali interventi troviamo apposta una targa marmorea con lo stemma papale e l’iscrizione “N PAPA V”).

“Il complesso di fortificazione è costituito da un castelletto merlato che, sul versante romano, si presenta a torre con quatto piani di difesa, mentre è ribassato a forma di casalotto con copertura a tetto, sul versante opposto” (Giovanni Sozi, Montesacro. Antico e Nuovo, Roma 1994).

Con la costruzione del nuovo Ponte Tazio, nel 1922, il Ponte Nomentano è diventato, per i montesacrini, il “Ponte Vecchio”.

Nell’interno della corte, lungo il passaggio carrabile (oggi solo pedonale), è collocata una nicchia con una Madonnella in gesso (la “Madonnella der Teverone”, come i romani chiamavano popolarmente l’Aniene), in cattive condizioni di conservazione, ma cara alla devozione di molti montesacrini (qui la sua storia: https://it.aleteia.org/2017/05/06/madonnella-ponte-nomentano-gherardo-ruggiero/).

foto di Roberto Di Donato
L’accesso in uscita da Roma (in alto la targa di Papa Niccolò V)
L’accesso in entrata verso Roma
Il ponte in un’incisione di Giuseppe Vasi
Il ponte in un dipinto di Jules Lauren di fine ‘800
La Madonnella der Teverone
la rievocazione storica dell’incontro tra Papa Leone III e Carlo Magno

Un’antica tradizione vuole che il ponte, il 23 novembre dell’anno 800, sia stato teatro dell’incontro tra Papa Leone III e Carlo Magno, che si recava a Roma per farsi incoronare Imperatore del Sacro Romano Impero nella notte di Natale. Dal 2000 ogni anno, l’ultima domenica di ottobre, l’associazione culturale “Il carro de’ Comici” di Gherardo Dino Ruggiero mette in scena una rievocazione storica in costume dell’episodio.

Oltre che essere raffigurato in numerosi dipinti e incisioni d’epoca, il ponte è menzionato da Stendhal (insieme con il Mausoleo di Menenio Agrippa) nelle sue Passeggiate romane, come meta di una gita fuori porta il 18 aprile 1828. Anche D’Annunzio lo cita in un passo de Il piacere (insieme con l’attigua Osteria).

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