Sviluppi sull’aggressione di domenica notte: la causa non era il monopattino. L’aggressore ha colpito il 37enne al volto e al mento. E quando lui ha cercato di scappare, l’ha rincorso piantandogli la lama nel collo.
Articolo di Marco De Risi
C’è una svolta investigativa importante sulla presunta rapina del monopattino, per la quale la vittima è ricoverata in ospedale in gravi condizioni. Il giovane, lunedì alle 4 di notte, a piazza Sempione, non è stato gravemente ferito per il suo mezzo elettrico, ma perché ha cercato di difendere due ragazze, terrorizzate, molestate da un individuo violento. È proprio quest’ultimo, in modo feroce, ha accoltellato il ragazzo, un bengalese di 37 anni, che ha cercato di difendere due giovani ragazze. L’aggressore ha colpito il bengalese al volto e al mento. E quando lui ha cercato di scappare, l’ha rincorso piantandogli la lama nel collo. Una lesione grave che avrebbe potuto costargli la vita. Solo il tempestivo intervento dei medici ha scongiurato il peggio.
La ricostruzione
Sono gli agenti del commissariato Fidene a pattugliare il territorio e, quindi, a interessarsi dell’inchiesta. Gli investigatori hanno fatto dei passi in avanti ricostruendo il reale motivo del tentato omicidio, proprio grazie alla testimonianza della vittima. Il ferito è riuscito a parlare dal suo letto in ospedale. Nonostante sia sedato, dopo pochi giorni, ha raccontato agli agenti il reale motivo della brutale aggressione.
«Stavo sul mio monopattino – ha raccontato agli inquirenti – e stavo rincasando. Ma ad un certo punto da un autobus sono scese due ragazze in lacrime inseguite da uno che le palpeggiava. Loro si sono aggrappate a me chiedendomi aiuto. Io ho cercato di bloccare il maniaco, ma non mi aspettavo una reazione così folle. Lui ha estratto un coltello e mi ha colpito senza esitazione. Ho visto il sangue che in pochi secondi mi sporcava i vestiti, ho creduto di morire».
Il racconto
I poliziotti hanno chiesto al ferito di fare uno sforzo di memoria: di ricordarsi il più possibile i dati somatici del ricercato. Il bengalese ha detto che nel momento dell’aggressione era buio, si vedeva male, poi tutto è stato molto rapido. Comunque c’è un dato importante: gli investigatori ipotizzano che possa trattarsi di uno straniero.
C’è anche un altro elemento fondamentale dell’indagine. Anche se non sono state ancora rintracciate le due ragazze, si ha la certezza della loro esistenza, non solo per il racconto della vittima, ma anche grazie a un frammento video registrato da una telecamera. Si tratta di due giovani probabilmente maggiorenni, con molta probabilità di origini sudamericane. Portano i capelli lunghi e si vede che sono impaurite, vicino a loro c’è anche il giovane molestatore. Gli investigatori sono ottimisti. Grazie agli elementi raccolti sono convinti che nel giro di poco le due ragazze possano essere individuate e che, quindi, si possa contare anche sulle loro dichiarazioni che potrebbero essere risolutive. Loro sono state a contatto con il maniaco per alcuni minuti a bordo dell’autobus e, quindi, potrebbero averlo visto molto bene. Insomma, la polizia sta andando avanti tassello dopo tassello e presto potrebbe individuare il violento che si è macchiato del tentato omicidio.
I soccorsi
È non è stato un caso che il ferito abbia chiesto aiuto entrando nel forno notturno di via Gottardo. Il bengalese, infatti, ci lavora e sembra avesse finito da poco il suo turno. I titolari e gli altri clienti si sono impressionati moltissimo. Hanno visto il giovane ricoperto di sangue che faceva fatica a respirare. La ferita più grave è quella causata dal fendente che l’aggressore ha sferrato alle spalle della vittima, colpendola al collo. Gli agenti stanno investigando anche nel mondo della droga conoscendo diversi pregiudicati che fanno uso di sostanze. A pochi metri da piazza Sempione c’è un centro per i tossicodipendenti che distribuisce metadone. Spesso, proprio in quella zona, sono stati arrestati rapinatori che ovviamente fanno uso di droga, abituali frequentatori del centro.
Per accedere all’articolo originale apparso sul Messaggero, clicca qui.
Il 28 settembre si è appreso che l’accoltellatore è stato individuato e arrestato.
L’articolo del Messaggero che ne dà conto evidenzia l’importanza delle telecamere, nelle indagini delle forze dell’ordine (cui va il ringraziamento di tutti), per individuare l’accoltellatore. Per fortuna l’aggressione è avvenuta in un punto coperto dalle telecamere già installate…
E speriamo che ci fossero telecamere utili a fare chiarezza anche sull’aggressione/accoltellamento di viale Gottardo.
Riemerge prepotente l’esigenza di completare la copertura di videosorveglianza, come abbiamo richiesto, in tutte le aree che la notte diventano a rischio.
