La Giunta del III Municipio installa telecamere dappertutto, tranne che… nelle strade della movida (dove i recenti accoltellamenti le rendono più che mai urgenti).
Due feriti gravi in pochi giorni nelle notti della movida: ma degli autori delle aggressioni ancora nessuna traccia.
Le forze dell’ordine devono impegnare grandi risorse investigative, senza però il fondamentale supporto delle riprese fornite da telecamere pubbliche di sicurezza installate in tutti i punti critici del quartiere (sono costrette a far ricorso quasi esclusivamente a quelle dei negozi, che però – come richiedono le norme sulla privacy – inquadrano solo l’area antistante).
Perché il Municipio non si adopera per la loro installazione, nonostante le ripetute sollecitazioni dei cittadini?
Eppure già nel 2023 avevamo registrato l’impegno della Giunta Municipale a prevenire i furti nelle scuole – divenuti un problema serio – mediante l’installazione di telecamere.
Qualche mese dopo, veniva presentata la nuova veste di piazza Conca d’Oro, con ben 8 (otto) telecamere a presidiare la sicurezza (alimentate con pannelli solari, ça va sans dire).
Bene, ottimo.
Ci sembrava così di aver preso atto che la Giunta aveva superato il pregiudizio di una parte della sua maggioranza, che considerava le telecamere di videosorveglianza “espressione di una cultura securitaria”.
Quindi confidavamo che potesse venire presto accolta la richiesta di installare telecamere per presidiare la sicurezza laddove ve ne sarebbe più bisogno, cioè nei parchi “Caio Sicinio Belluto” e “Simon Bolivar”, nonché nei punti di maggiore concentrazione della malamovida: viale Gottardo, piazza Sempione, via delle Alpi Apuane, piazza Menenio Agrippa, via Cimone, via Nomentana vecchia, via di Montesacro, viale Adriatico, piazzale Adriatico. Punti dove la notte imperversa lo spaccio e dove la sicurezza dei residenti, ma anche degli stessi avventori (e lavoratori) dei locali, è spesso a rischio. Nessuno sta invocando un Grande Fratello globale, ma solo di porre sotto controllo una zona in cui c’è una criticità effettiva.
Invece, passa il tempo – anni – e nulla si muove.
Nonostante i ripetuti episodi di violenza e vandalismo che ci sforziamo di documentare: non solo gli accoltellamenti nell’ultima settimana e gli altri episodi saliti agli “onori” delle cronache, ma anche lo stillicidio di danneggiamenti, furti, risse, minacce non denunciati.
E nulla si muove nonostante la stessa Polizia locale abbia suggerito l’installazione di impianti di videosorveglianza dopo il blocco del quartiere dovuto alla festa di un locale.
Abbiamo pertanto messo la richiesta delle telecamere – insieme con altri controlli e misure di prevenzione – ai primi posti della nostra lista di misure urgenti per contenere il degrado e l’insicurezza prodotti dalla movida (e non solo) a Città Giardino.
Una richiesta formulata a gran voce nella partecipatissima manifestazione dello scorso 5 giugno. E poi formalizzata a luglio, quando il nostro comitato “Salviamo piazza Sempione” e il comitato di quartiere “Città Giardino” hanno indirizzato quelle richieste con pec alle pubbliche autorità.
L’installazione di telecamere sarebbe fondamentale per chiarire la dinamica degli episodi di cronaca nera (a volte sminuiti con fantasiose versioni di comodo…) e per individuare gli aggressori: impedendo che tornino a esercitare la loro violenza e scoraggiando chi pensasse di imitarli impunemente.
Magari i responsabili degli episodi di cronaca degli ultimi giorni alla fine saranno ugualmente acciuffati (ce lo auguriamo)… Ma quanto dispendio di risorse investigative, senza l’ausilio delle preziose riprese filmate? E quanti altri episodi di violenza o vandalismo sono restati senza responsabili, con pesanti costi economici e sociali? Chi paga?!?
L’installazione di telecamere sarebbe una misura fondamentale anche come strumento di prevenzione e dissuasione, per spezzare il clima di sospensione della legalità che troppo spesso aleggia nelle notti della movida e che agevola il verificarsi di quegli episodi.
Sarebbe peraltro una misura a favore di tutti.
Dei residenti, che non devono avere paura di tornare a casa la sera (soprattutto le donne e coloro che sono costretti a parcheggiare lontano, per l’insostenibile mancanza di parcheggio).
A favore dei genitori, che non devono restare in ansia per i loro figli che escono con gli amici.
A favore degli avventori di locali (almeno quelli che non escono appositamente per “trasgredire”), i quali non devono temere di restare coinvolti loro malgrado in episodi di grave pericolo o di molestie (ricordiamo che il coraggioso lavoratore bengalese accoltellato domenica scorsa era intervenuto a difendere due ragazze molestate).
A favore dei lavoratori nei locali, che a fine turno debbono poter smontare e tornare a casa in sicurezza.
E a favore degli stessi gestori dei locali, che certo non hanno interesse ad avere tra i loro clienti persone che pretendono oscurità e impunità.
Una misura a favore della sicurezza delle persone, quindi; ma anche come presidio dell’integrità dei beni pubblici (arredi urbani, attrezzature ludiche, monumenti, ecc.) e privati (automobili, residenze), in questa zona troppo spesso devastati da episodi di vandalismo notturno.
Le telecamere non sono ovviamente risolutive (abbiamo richiesto numerose altre misure di prevenzione), ma sono fondamentali.
Per cui torniamo a domandare: a chi danno fastidio?
Perché a piazza Conca d’Oro sì e nelle strade della movida no?
Ovviamente, chiediamo telecamere… alimentate con i pannelli solari.
Sostenibili e inclusive.
P.S.: Magari il Municipio nel frattempo si è già attivato.
In questo caso, pronti ad applaudire, attendiamo conferma di un provvedimento davvero completo ed efficace (non due telecamere di circostanza…).
